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Madonie

Un viaggio tra le cime delle Madonie, una lunga passeggiata tra agrifogli giganti, arvulu cruci cruci (l’abies nebrodensis) per ammirare panorami mozzafiato da dove si scorgono l’Etna e le Eolie

Immergersi nel fascino delle Madonie e del suo Parco naturale dove il rischio è di cadere in deliquio al solo profumo della natura che si risveglia, una camminata piacevole e rilassante per ascoltare il fruscio degli alberi mossi dal vento, ammirare una dondola, una volpe o ancora un daino o vedere volteggiare l’aquila.

Sono queste le Madonie, spettacolari montagne da avvicinare percorrendo la rete dei numerosi sentieri sia durante la stagione primaverile ed estiva, sia durante l’inverno per una ciaspolata indimenticabile. Singolare è l’escursione, tra Pomieri e Piano Pomo, alla scoperta degli agrifogli giganti, da Pomieri-Casa Lapazza, lungo la Sp54 tra Petralia Sottana e Piano Battaglia, percorrere i sentieri 4 e 15, in direzione di Piano Pomo dove sarà possibile ammirare gli unici esemplari di agrifoglio gigante che raggiungono anche i 15 metri d’altezza, con chiome talmente fitte da fare filtrare pochissima luce.

Gli esemplari più vecchi hanno un’età stimata di 350 anni. Tempo di percorrenza 7 ore.

O ancora raggiungere Pizzo Carbonara, dopo una lunghissima passeggiata che comincia dalla Battaglietta, dove vi è una depressione carsica alle pendici di monte Ferro. Piano Battaglia, è proprio a un tiro di schioppo, là dove bizantini e arabi si scontrarono in una battaglia senza esclusione di colpi nell’831 d.C. I musulmani avanzavano, i cristiani capitolavano.

La passeggiata più agevole è lunga sei chilometri e dura sei ore, il dislivello, anche se di appena 331 metri non deve ingannare fra sentieri non sempre facilmente identificabili e pietraie si giunge sin sulla vetta del Carbonara.

Si può arrivare anche da Isnello o Castelbuono, ma il dislivello è maggiore.

Ma Pizzo Carbonara, zona dei pascoli altomontani, zona A del Parco delle Madonìe, è il regno del basilisco(fungo endemico) e del faggio, ed è un altopiano carsico formatosi nel Triassico duecento milioni di anni fa.

A quasi duemila metri di quota è facile imbattersi in fossili di corallo, spugne e molluschi. E ancora dal vallone Zottafonda si può scorgere Monte Ferro (1906 metri), Pizzo Antenna o della Principessa (1977 metri) dove si trova un’ampia dolina in cui in inverno si accumula tanta di quella neve che dura fino all’estate.

Merita una vista il Santuario dedicato alla Madonna dell’Alto, proprio di fronte l’abitato di Petralia Sottana, dove si trova il santuario mariano più alto d’Europa, e ancora Monte San Salvatore da dove è possibile ammirare l’Etna. Si può raggiungere il cuore del Parco delle Madonie anche a cavallo grazie all’ippovia n. 11 che dalla Baita del Faggio porta al Vecchio Frantoio attraversando il massiccio di Monte Cervi (1568 metri s.l.m.) con le sue faggete, alternando boschi a radure, tappeti erbosi e pietraie.

Per grandi e piccini in contrada Gorgo Nero, a pochissimi chilometri dal centro storico di Petralia Sottana, si trova il Parco Avventura dove poter svolgere diverse attività ludiche, ricreative e principalmente percorsi acrobatici ed orienteering, laboratori didattici, geologia e naturalismo.

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